#NOTASINGLE STORY Fermati a pensare
Storie in tramvia…
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NOT A SINGLE STORY è la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere ideata da NOSOTRAS collaborazione con Tramvia Gest
Ognuno di noi ha una storia. Ogni donna vive la propria come se fosse unica, e lo è, anche se ha spesso punti in comune con le esperienze delle altre. E conoscerle, condividerle, ci aiuta a sentirci meno sole e magari a individuare le persone con cui poter fare un pezzo di strada insieme nella vita, che sia per rivendicare i nostri diritti o per sostenere altre donne nel farlo.
Nasce da questa idea (oltre che da una suggestione della scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie, nda) il titolo della campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne in tutte le sue forme, anche in quelle che possono sembrare meno invasive.
I cortometraggi della prima serie, sottotitolati in italiano, inglese e francese, sono stati proiettati sul grande schermo al Festival Internazionale di Cinema e Donne al Cinema Spazio Alfieri in occasione delle due settimane di partecipazione alla sensibilizzazione al contrasto della violenza di genere.
La campagna è stata ospitata dalla tramvia di Firenze portando il messaggio di invito all’ascolto e alla riflessione a tutti i passeggeri che quotidianamente la utilizzano.

NOTE DI REGIA
Basta occhi neri: quando ci hanno chiesto di pensare alle sceneggiature delle clip per sensibilizzare sulla violenza di genere ci è balenata immediatamente la certezza che c’era bisogno di altro.
Come in molte narrazioni, dalla fame nel mondo alle guerre, la sovraesposizione alle immagini dolorose crea commozione iniziale, seguita da un meccanismo di difesa e di dejà vu che le rende invisibili e inefficaci.
Anche le parole possono creare trappole comunicative che si ripetono per inerzia, svuotandosi del loro significato e annullando le sfumature del racconto.
Quello che volevamo suscitare era il dubbio, il riconoscimento di forme di violenza spesso sottovalutate, che però rappresentano la base di un’escalation pericolosa e di forme frequenti e striscianti di discriminazione.
Non è la prima volta che affrontiamo questo tema e abbiamo già sperimentato come lo stile leggero e ironico aumenti il coinvolgimento, soprattutto nei più giovani, perché avvicina “emotivamente” e riduce le resistenze: ridere di qualcosa ci rende più disponibili ad accettare di essere parte del problema.
Lo stile surreale delle clip mette in luce, attraverso il paradosso, situazioni che invece sono quotidiane e spesso sfociano nel tragico.
In questa logica la scelta di un’ambientazione non realistica (la tramvia ferma, la fotografia iperrealistica, le inquadrature fisse, l’assenza di montaggio) e l’analoga scelta di caratterizzare i personaggi senza alcuna sfumatura. Ognuno di loro rappresenta in modo volutamente stereotipato uno dei temi fondamentali che abbiamo scelto di affrontare in fase di preparazione.In sintesi, lasciamo parlare Roger Rabbit: “Tu non capisci! Quella gente aveva bisogno di ridere!” Fiamma Negri e Giusi Salis
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