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ROSSELLA CASINI
la ragazza che non conosceva il silenzio

Un progetto culturale e formativo di teatro civile a cura di
Fa.R.M – Fabbrica Racconti e Memoria

IL PROGETTO

Una storia vera, rimossa e riportata alla luce: Rossella Casini, giovane studentessa fiorentina, vittima della ‘ndrangheta nei primi anni ’80.

Una vicenda che parla di amore, coraggio e silenzio. Una vicenda che interroga ancora oggi il rapporto tra scelta, responsabilità e verità.

Il lavoro di ricerca nasce nel 2012 su proposta di Libera e, grazie a giornaliste, attiviste e docenti, ricompone una memoria collettiva dimenticata.

Da quella rete sono nati presidi e intitolazioni di spazi pubblici mentre la compagnia ha sviluppato percorsi formativi e una serie televisiva finalista SIAE–CSC. 

La recente pubblicazione del libro “L’amore mio non muore” di Roberto Saviano utilizza anche materiali emersi dal nostro lavoro.

Il teatro diventa così spazio di restituzione pubblica: parola, documento, contraddizione, memoria.

  • MISE EN ESPACE Niente altro che la verità

Una lettura scenica costruita sugli atti processuali relativi alla morte di Rossella Casini. Due attrici in scena: una narra, l’altra dà corpo e voce ai personaggi reali.

La mise en espace porta in scena gli atti processuali e le deposizioni dei presunti responsabili dell’omicidio di Rossella. Ne emergono voci ambigue, amnesie, negazioni, verità che si sgretolano.

È un crescendo di paradosso: una verità evidente eppure non punita. Rossella attraversa quel mondo senza i codici per leggerlo; il movente è giudicato “imponente, mastodontico, innegabile”, ma il processo si chiude con l’assoluzione.

Una verità che sfugge, che si nega da sola, e proprio per questo resta necessaria.

  • DONNE E MAFIE

Il tema del contrasto alla criminalità organizzata può essere affrontato da diversi punti di vista, abbiamo verificato nel tempo che il racconto di storie e l’emozione riescono a creare consapevolezza. Gli eventi che sembrano lontani e quindi incomprensibili assumono una giusta dimensione, anche nei più giovani. 

Questo approfondimento si concentra sul ruolo delle donne e sulla forza del cambiamento che può conseguire dal loro rifiuto delle logiche mafiose. 

Logiche criminali ma anche profondamente maschili che, per quanto riguarda la discriminazione e le violenze che le donne devono sopportare, non sono poi così distanti da quelle che si manifestano nella parte cosiddetta “sana” della società.

Il progetto proposto per le scuole parte dal racconto del rapporto fra donne e mafie per affrontare il tema della legalità nel suo complesso.

  • MISE EN ESPACE “Rossella e le altre”

“Noi raccontiamo la determinazione di chi la forza di dire no ce l’ha e, piano  piano, sgretola le certezze e interrompe una catena che nella trasmissione dei valori e della cultura vede le donne protagoniste… 

La mise en espace permette  di dividere lo spettacolo in blocchi da alternare all’interazione con gli studenti per guidarli/stimolarli nella riflessione. Nel percorso sono previsti:
• lavoro sui linguaggi
• riflessione sul ruolo delle donne nei contesti mafiosi
• la banalità del male
L’attività può essere realizzata anche nelle classi

Il progetto è già stato realizzato in collaborazione con Libera, presidio di Scandicci, nell’Istituto comprensivo 1 di Scandicci (intitolato a Rossella Casini il 4 Giugno 2014) e nell’Istituto Russell-Newton

  • INCONTRI IMPOSSIBILI: le donne che dicono no

Questo tipo di intervento vuole rendere l’incontro con i personaggi imprevisto e emotivamente vicino agli studenti,  la performance (durata massima 30 minuti) viene realizzata alla fine della lezione senza avvertire gli studenti.
Modalità di svolgimento
• L’intervento viene concordato con gli insegnanti nei tempi e nei modi
• La metodologia usata è quella dell’improvvisazione teatrale: in questo progetto tutti gli attori lavorano senza testo, solo con un canovaccio. Tutto il materiale utilizzato nasce dall’adattamento teatrale di storie reali.
• Gli studenti, che non sono informati dell’attività, si trovano di fronte ai personaggi e alle storie oggetto del lavoro trovandosi “catapultati” in una situazione sconosciuta…
• L’impatto emotivo permette (alla fine della performance) di parlare con gli studenti, di farli interagire con i protagonisti delle storie individuando la loro percezione degli eventi e di raccogliere le loro riflessioni
• Durata complessiva: 1 h – Durata dell’intervento teatrale: 20 minuti